Robin e L’attimo fuggente

Che cosa si richiede a chi ha scelto di fare l’attore?

Saper fingere, prima di tutto. E farlo nel miglior modo possibile, altrimenti non sarebbe un buon professionista.

Altra cosa è voler condividere sentimenti, emozioni, pensieri dei personaggi interpretati o da interpretare.

Può accadere e accade quando ci s’immedesima nel ruolo da recitare, perché alcuni o tutti i lati della personalità portata sulla scena sono vissuti come propri dall’attore, per una sorta di affinità o totale compenetrazione psicologica e culturale.

Le storie e i soggetti che vivono sul set o sul palcoscenico sono il risultato della regia.

Casomai, quindi, è ai registi dei film o delle opere teatrali che vanno addebitate le scelte inappropriate o sciocche o melense, che il professionista deve comunque svolgere per mestiere.
A lui non non si chiede creatività ed originalità, né un particolare talento nel produrre, confezionare, presentare il frutto della sua ispirazione artistica.
Egli non è un poeta nel senso stretto del termine, ma un semplice esecutore, con le qualità dell’artigiano di elevato livello.

Credo che Robin Williams abbia meritato la fama che gli viene attribuita anche solo per il bel film di Peter Weir ,’L’attimo fuggente’ e che non spetti a noi ricercare le probabili motivazioni del suo gesto, il quale comunque merita rispetto e compassione.

Sulla sua fine è lecito interrogarsi ma non possono trarsi conclusioni definitive.

Si può pensare all’orrido, cinico mondo dello ‘star system’ e all’impietosa macchina giudiziaria in materia di divorzi e mantenimenti milionari, capaci di porre in ginocchio anche l’uomo più ricco della terra, alla superficialità del costume hollyvoodiano, che deteriora i comportamenti di massa della società occidentale, alla disperata via d’uscita da un’esistenza ritenuta non più degna di essere vissuta per la nevrosi e le contraddizioni che la contraddistinguono in un universo privo di punti di riferimento validi.

Tutto questo ed altro ancora.
Certo è che il modo per uscire dalla ribalta ricorda molto una delle scene più cruciali del film richiamato sopra.E questo può fa riflettere molto sulla sua sensibilità di uomo forse non in sintonia con il proprio tempo.

- Robin e l'Attimo fuggente - Che cosa si richiede a chi ha scelto di fare l'attore? Saper fingere, prima di tutto. E farlo nel miglior modo possibile,  altrimenti non sarebbe un buon professionista.  Altra cosa è voler condividere sentimenti, emozioni, pensieri dei personaggi interpretati o da interpretare. Può accadere e accade quando ci s'immedesima nel ruolo da recitare, perché alcuni o tutti i lati della personalità portata sulla scena sono vissuti come propri dall'attore, per una sorta di affinità o totale compenetrazione psicologica e culturale.  Le storie e i soggetti che vivono sul set o sul palcoscenico sono il risultato della regia.  Casomai, quindi, è ai registi dei film o delle opere teatrali che vanno addebitate le scelte inappropriate o sciocche o melense, che il professionista deve comunque svolgere per mestiere.  A lui non non si chiede creatività ed originalità, né un particolare talento nel produrre, confezionare, presentare il frutto della sua ispirazione artistica.  Egli non è un poeta nel senso stretto del termine, ma un semplice esecutore, con le qualità dell'artigiano di elevato livello. Credo che Robin Williams abbia meritato la fama che gli viene attribuita anche solo per il bel film di Peter Weir ,'L'attimo fuggente' e che non spetti a noi ricercare le probabili motivazioni del suo gesto, il quale comunque merita rispetto e compassione. Sulla sua fine è lecito interrogarsi ma non possono trarsi conclusioni definitive. Si può pensare all'orrido, cinico mondo dello 'star system' e all'impietosa macchina giudiziaria in materia di divorzi e mantenimenti milionari, capaci di porre in ginocchio anche l'uomo più ricco della terra, alla superficialità del costume hollyvoodiano, che deteriora i comportamenti di massa della società occidentale, alla disperata via d'uscita da un'esistenza ritenuta non più degna di essere vissuta per la nevrosi e le contraddizioni che la contraddistinguono in un universo privo di punti di riferimento validi. Tutto questo ed altro ancora. Certo è che il modo per uscire dalla ribalta ricorda molto una delle scene più cruciali del film richiamato più sopra.E questo può fa riflettere molto sulla sua sensibilità di uomo.
 
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