” Il mare della mediocrità ”

 critica

Ogni tanto m’imbatto in qualche povera creatura smarrita.

C’è chi cerca di curare la malinconia con l’alcool e perde la memoria. Si sveglia al mattino intontito e non sa più chi è e che cosa fa in quel luogo dimenticato da dio e dagli uomini.

C’è chi, padre o madre di famiglia, con alle spalle una vita segnata da delusioni e disfatte sentimentali, pende dalle labbra del suo persecutore e lo ritiene quasi un fratello per una sindrome simile a quella del portiere di notte.

Ci sono personaggi che snobisticamente declamano di andare raramente su Fb, perché impegnatissimi in altri affari ben più importanti della presenza sui social network; poi li vedete, un giorno sì e l’altro sì, apparire con nuove immagini del propri profili nelle più diverse pose o acconciature.

C’è chiama sorellina chi le ha sottratto il marito e chi va a braccetto con chi gli ha procurato le corna con la propria compagna.

C’è chi cerca nuovi clienti con metodi degni dei vecchi magliari, e chi pensa di apparire intelligente e à la page seguendo le evoluzioni acrobatiche di Fabio Volo.

Ci sono figli che tradiscono i genitori e son pronti ad assassinarli per una manciata di soldi pur di garantirsi comodità, divertimenti e distrazioni, e il mantenimento di una vita superficiale con la soddisfazione di piccoli piaceri, indifferenti verso il prossimo e la comunità.

C’è di tutto in questo mondo scombiccherato.

Manca soltanto la sincerità. Verso se se stessi e gli altri.
Il coraggio di guardarsi allo specchio per dirsi ”ma che cosa combino ogni giorno?”

Morti viventi o peggio: faux vivant.

Alla fine è solo questione d’intelligenza e sensibilità.

Un numero sempre maggiore di persone non segue, beninteso, la regola oraziana dell’aurea mediocritas, ma nuota nel mare nero di pece della più squallida mediocrità, dove si è perso ogni riferimento certo, la bussola per orientare con equilibrio la propria esistenza, cercando di guardare, attraverso l’educazione sentimentale o l’autodisciplina della propria mente, oltre l’ orizzonte più ampio del proprio misero particulare.download-100

Dobbiamo rassegnarci al mal del tonto o della tonta, alla rigida chiusura verso la verità, il senso del bello e l’aspirazione all’assoluto?

Non c’è proprio rimedio all’ottusità e alla dimensione zoologica di molti uomini e donne che costellano molte delle nostre giornate, i nostri incontri, le nuove e vecchie conoscenze?

Dove sono finiti i valori etici ed estetici, le utopie e gli slanci vitali?

Siamo destinati a soffocare nell’aria ammorbata dell’egocentrismo, del narcisismo e della falsità eretti a sistema?

Continuiamo a sperare che non tutto quello che perdiamo sia definitivamente irrecuperabile e reagiamo alla tentazione del nichilismo che avanza.

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